24 dicembre 2010

I "fascismi" contrapposti della decadente Russia putiniana

Fascismo-light




Dieci differenze tra nazi russi e caucasici


Le rivolte attuali hanno due componenti. Una di esse è il fascismo caucasico. Il fascismo caucasico è un serio problema della Russia, proprio come il fascismo islamico è un serio problema dell'Europa. Quando un musulmano si fa esplodere a Stoccolma, non fa questo in risposta al fascismo svedese. Quando la comunità cecena organizza una rissa di massa in Belgio o in Austria, non lo fa in risposta al fascismo belga. Non è difficile notare che quasi tutte le risse interetniche sul territorio russo sono risse con i ceceni. Ceceni e calmucchi [1], ceceni e àvari [2], ceceni e cabardi [3], ceceni e russi.

Ecco una storia reale di una dei condomini d'élite di Mosca nella parte sud-occidentale (raccontata, tra l'altro, da un ufficiale del gruppo “Alpha” [4]): nel condominio dove viveva buona parte degli appartamenti sono stati comprati dalla nuova élite cecena. Gli adulti insegnavano ai bambini a infischiarsene dei vicini russi. Questo non è fascismo?

E l'autobus di linea, su cui nel gennaio dello scorso anno spararono gli sbirri ceceni, perché gli aveva tipo tagliato la strada? E i guardiani di quello “Evropejskij” [5], che fermarono un “32enne nativo di Šali [6]” perché era armato; dopo di che il fermato tornò con i rinforzi e i guardiani furono picchiati con mazze da baseball?

Lo strapotere dei caucasici, più precisamente delle comunità di vainachi [7] è diventato uno dei problemi principali delle università russe d'élite, particolarmente nelle sezioni finanziate dallo Stato, dove l'accesso si compra con le bustarelle. I russi sono disorganizzati, il che viene preso per debolezza, i ceceni sono tutti per uno, il che viene preso per forza e superiorità morale. I russi sono tirchi, i caucasici spandono soldi. Le conseguenze sono risse, estorsioni, violenze ai danni di ragazzine, ecc.

Nel campo “Don” presso Tuapse [8] un gruppo di adolescenti ceceni con l'approvazione di un educatore terrorizzava tutti e di conseguenza andava a caccia dei pugni della folla. E' strabiliante, ma le autorità cecene si sono mosse in difesa delle proprie “guardie rosse” e hanno richiesto che fosse punita una persona che aveva preso una coltellata per essere intervenuto in difesa di una ragazzina picchiata dai ceceni (cosa che era stata pure motivo di scontro).

Se pure c'è una differenza tra il fascismo russo e il fascismo ceceno, questa sta nel fatto che per il 99% dell'élite russa l'affermazione “io sono russo, cioè sono il migliore” è anatema. Ma per l'élite cecena l'affermazione “io sono ceceno, cioè sono il migliore” è semplicemente la constatazione di un fatto. La visione del mondo basilare. Che permette di sparare a un autobus o ai guardiani dello “Evropejskij” nel centro di Mosca con un senso di piena impunità.

La Russia è ora davanti a un problema simile a quello che è davanti all'Europa. Il problema dell'Europa è la tolleranza, che gli immigrati, giunti da società più tradizionali e basate sui clan, prendono per debolezza.

Il problema della Russia è l'assenza dello Stato, per cui la popolazione comincia a organizzarsi in bande e la rivincita che si prende la Cecenia per il massacro compiuto dall'esercito russo. Davanti alla potente Cecenia è servile perfino Surkov [9]. Non a caso il 22 ottobre, dopo il pestaggio di Oleg Kašin, è andato a Groznyj e là, all'incontro con gli attivisti ceceni, ha detto: “Che bel popolo siamo comunque”.

La coscienza liberale contemporanea teme perfino i sospetti di fascismo come il diavolo l'incenso. Di conseguenza essa si rifiuta di discutere e perfino di notare i problemi di tipo nazionale. “Il problema nazionale non deve esistere”. “Tutti sono uguali” – ecco l'assioma per la società civilizzata.

Questo è notevole. Il problema è che il nazismo è la filosofia naturale di qualsiasi società tradizionale, in particolare se si scontra con la civilizzazione aperta. “Io sono somalo (ceceno, arabo, kikuyu [10]), ho famiglia e onore; mantengo in un regime severo le mie donne e uccido mia figlia, se va a spassarsela. Perché io sono migliore di questi maiali vigliacchi, che non hanno famiglia e onore”. Il selvaggio supera sempre la persona civilizzata in capacità di violenza; e guai alla civiltà, quando invece di rammentare al selvaggio che il compito suo, del selvaggio, è uscire dallo stato di barbarie, si scusa ed è servile.

* * *

La seconda componente è il fascismo russo e con esso la faccenda sta in un altro modo. Se per un popolo che vive in un regime basato sui gruppi familiari, il nazismo e i rapporti di clan sono un modo per sopravvivere in assenza dello Stato, allora per i russi, proprio come per i francesi, i britannici o i norvegesi, il nazismo dev'essere un fenomeno marginale.

Così era pure – sotto El'cin. Abbiamo un fatto paradossale: nei “feroci Novanta”, quando si chiudevano le fabbriche, si trattenevano gli stipendi, non c'erano soldi nelle casse statali, il nazismo era un fenomeno marginale. Ma ecco che sotto Putin, quando sono cominciate la “stabilità” e la “verticale”, gli omicidi su base nazionalista sono divenuti un fenomeno usuale; fra l'altro i nazisti odiano gli insolenti ceceni, ma uccidono per qualche motivo i silenziosi tagiki.

Perché? Uno dei motivi è molto semplice. Il modo principale di legittimarsi dell'attuale regime è diventato qualcosa che si può chiamare “fascismo-light”.

Il fascismo-light è quando le persone responsabili della legittimazione della cleptocrazia dominante spiegano che la Democrazia Parlamentare è Chiacchiera, che una Grande Nazione ha bisogno di una Grande Guida e che l'Occidente non Ci Ama. E quando gli dicono: “Ma questo è proprio fascismo!” – rispondono: “Questa non è proprio l'ideologia ufficiale. E' che qualcuno ha detto qualcosa sul Seliger [11]”.

Il fascismo-light è quando “Quelli che vanno insieme” [12] gettano i libri di Sorokin [13] nella tazza del water e poi lo citano in tribunale, perché li ha chiamati fascisti. “Bruciare libri è un'azione fascista”, – spiegano, ma non li abbiamo gettati, non li abbiamo bruciati.

Fascismo-light è quando in piazza Triumfal'naja [14] bruciano i libri di Nemcov, ma non lo fanno “I Nostri” [15], bensì un qualche altro movimento: “Gioventù per la Russia”. Il fascismo-light è quando un movimento giovanile pro-Cremlino copia completamente gli slogan di Goebbels nella propria dichiarazione programmatica e poi ci dice: “Questo non è il movimento “I Nostri””. E' un qualche movimento “Acciaio”.

Il fascismo-light è quando creano movimenti pro-Cremlino innumerevoli come “ditte da un giorno” [16] per operazioni concrete: bruciare libri, impalare un simulacro di Alekseeva [17], ecc. e poi ci dicono: “Beh, questi non sono mica “I Nostri”. E' qualcun altro ancora”.

E' quando Putin, durante gli incendi che infuriano in Russia, non trova occupazione più importante che andare a un raduno di biker su moto a tre ruote. Guardate chi va alla sua destra – il capo dei biker Chirurg [18]. Dove pensate che fosse Chirurg durante i fatti di piazza del Maneggio [19]?

Durante tutto il governo di Putin alla società russa è stata accuratamente inculcata una psicologia da selvaggi. La televisione ha lavato il cervello agli spettatori, inculcando: “Noi viviamo peggio, ma siamo grandi”. Dopo le parole di Putin sui polacchi [20] a Mosca presero a picchiare professionalmente diplomatici e giornalisti polacchi. E l'epopea del Soldato di Bronzo [20] svoltasi in Estonia non fu già più neanche fascismo-light. Fu un tentativo consapevole di trasformare i russi che vivono in Estonia in emarginati, una sorta di somali in Europa, di fare di loro una quinta colonna e destabilizzare l'Estonia. Fu un consapevole incentivo al fascismo russo in un paese entrato nella NATO e nell'UE.

Il problema sta nel fatto che il fascismo-light non dura a lungo. Quando in un paese non c'è uno Stato, quando i funzionari esigono bustarelle e gli sbirri fanno commercio della giustizia, quando qualsiasi omicida viene liberato per soldi, non importa di quale nazionalità [22], allora il bestiame, istruito sul Seliger che “la Russia sta più in alto di tutto”, comincia, a differenza dell'élite, a prendere questo slogan sul serio.

Uno dei capi dei disordini nella piazza del Maneggio è risultato essere Vasja Killer, cioè Vasilij Stepanov, capo della presa del bunker dello NBP [23] nel 2005, noto per i suoi stretti legami con il movimento “I Nostri”. Pure là, nella piazza del Maneggio, è stato arrestato Valerij Zaborovskij, ex addetto stampa dell'organizzazione giovanile “Primo confine”, creata a Pskov [24] per la lotta con l'opposizione e in seguito membro di “Russia giovane”, il cui leader è Maksim Miščenko, che siede alla Duma.

E il 16 dicembre è avvenuta una confusione di uniformi. Dei blogger, tra cui anche tifosi di calcio, hanno fatto attenzione a un provocatore, che intenzionalmente faceva saluti romani davanti ai fotografi, poi si nascondeva dietro la schiena del capo della direzione informativa e dei rapporti con il pubblico del GUVD [25] della capitale Viktor Birjukov. Questi è risultato essere in fin dei conti un visitatore del Seliger che due anni fa faceva parte del movimento “I Nostri”, Levon Arzumanjan. Non ci sono notizie di una sua uscita dal movimento.

Il sig. Surkov ha avuto lo stesso problema della maggioranza degli stati arabi. I loro governanti non hanno condotto riforme, si sono abbuffati a quattro palmenti [26] e per spiegare alla popolazione il loro diritto al potere hanno detto: “Noi siamo musulmani”. Poi è arrivato Bin Laden e ha detto: “No, io sono musulmano. E voi siete merda [27]“.

Gli ideologi del Cremlino hanno pensato di volare a Londra, fare shopping a Parigi, abbronzarsi a Nizza e poi arrivare in volo al Seliger e spiegare là al bestiame: “Noi siamo russi”. Ma è arrivato il nostro Bin Laden russo e ha detto: “No. I russi siamo noi”.

Per la prima volta questo è diventato chiaro dopo gli omicidi di Markelov e Baburova. I loro assassini erano legati all'organizzazione “Immagine Russa”, incentivata nell'ambito del progetto di un nazionalismo controllato. Ma il nazionalismo è risultato incontrollabile. La surkovščina [28] si è trasformata in azefovščina [29].

Per una strana coincidenza, le attuali agitazioni sono praticamente coincise con la condanna di Chodorkovskij. Ed è difficile non pensare che nel 2003, quando Chodorkovskij fu arrestato, agitazioni su base nazionalista fossero impensabili. Impensabili erano anche le centinaia di kadyroviti [30], che siedono nel “President-Hotel” [31] in pantofole e con le Stečkin [32] e bande di nazisti che massacrano i chirghisi.

Una cosa segue l'altra. L'arresto di Chodorkovskij e la conseguente trasformazione dello Stato Russo in un feudo privato ha portato anche alla disgregazione dello Stato e a un'ondata di fascismo – tanto russo, quanto anche caucasico.

Julija Latynina
osservatrice della "Novaja gazeta"

22.12.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/144/19.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Popolo mongolico della Russia meridionale.

[2] Popolo autoctono del Caucaso.

[3] Popolo autoctono del Caucaso.

[4] Uno dei gruppi di “teste di cuoio” russe.

[5] “Europeo”, centro commerciale e ricreativo di Mosca.

[6] Villaggio della Cecenia centrale.

[7] Gruppo etnico di cui fanno parte Ceceni e Ingusci.

[8] Città della Russia meridionale sul Mar Nero.

[9] Vladislav Jur'evič Surkov, “ideologo” del Cremlino.

[10] L'etnia maggioritaria del Kenya.

[11] Sul lago Seliger, nella Russia centro-settentrionale, si radunano ogni estate le organizzazioni giovanili putiniane.

[12] Una delle organizzazioni giovanili putiniane.

[13] Vladimir Georgievič Sorokin, scrittore concettualista non allineato.

[14] “Trionfale”, piazza del centro di Mosca.

[15] La principale organizzazione giovanile putiniana.

[16] Quelle che vengono create in Russia per compiere operazioni finanziarie illecite.

[17] Ljudmila Michajlovna Alekseeva, attivista per i diritti umani.

[18] “Chirurgo”.

[19] Piazza vicina alla Piazza Rossa, dove l'11 dicembre si sono scontrati tifosi neofascisti dello “Spartak”, caucasici e polizia.

[20] Putin ha polemizzato con i polacchi, giustificando in qualche modo lo sterminio di ufficiali polacchi compiuto a Katyn', in Bielorussia, per ordine di Stalin come rivalsa per la morte di decine di migliaia di soldati dell'Armata Rossa dopo la guerra polacco-sovietica degli anni 1919-1921.

[21] Monumento commemorativo della vittoria sovietica sulla Germania nazista demolito dagli estoni.

[22] Da intendersi come “popolo”, “etnia”.

[23] Nacional-Bol'ševistskaja Partija (Partito Nazional-Bolscevico), organizzazione d'opposizione di estrema sinistra.

[24] Città ai confini con l'Estonia.

[25] Glavnoe Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione Centrale degli Affari Interni), in pratica la sede centrale della polizia.

[26] Letteralmente “a tre gole”.

[27] Sic.

[28] Qualcosa come “surkovismo”, con una sfumatura peggiorativa impossibile da rendere.

[29] Qualcosa come “doppiogiochismo”. Evno Fišelevič (o Evgenij Filippovič) Azef, rivoluzionario che faceva il doppio gioco per i servizi segreti zaristi, è il provocatore per antonomasia.

[30] Gli uomini dell'esercito personale del presidente ceceno Ramzan Achmetovič Kadyrov.

[31] Lussuosissimo hotel di Mosca.

[32] Pistole mitragliatrici russe.

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